Cronaca di un amore teatrale

La vita di Massimo Mòllica è la cronaca di una passione senza fine e senza limiti per il teatro. Il teatro per Massimo era la libertà, la possibilità di emanciparsi da ogni legame sociale, il desiderio di non dover mai sottomettersi alle necessità economiche. Libertà come aspirazione ad essere sempre e comunque se stessi. Fingendo, sapendo di farlo, per godere di un’identità nascosta a tutti e sempre più ricca nella propria coscienza. Il teatro per Massimo fu tutta la sua vita. Chi voleva stargli a fianco doveva sottomettersi a questo imperio. Lui era il suo teatro. Non sarebbe difficile cercare nei cento personaggi che interpretò il filo della sua anima.
Noi vogliamo presentare una cronaca della sua vita teatrale. Un insieme di fatti, date, eventi, nomi, immagini. Soltanto per ricordare e lasciare una traccia. Dunque non una storia, nessuna analisi, alcuna prospettiva. Anche se sarebbe utile studiare la vita e il teatro di Massimo Mòllica per capire le contraddizioni della società italiana tra il 1960 e il 2013. Lo storico troverà i documenti giusti, quando vorrà, per capire e raccontare.
La vita teatrale di Mòllica si può inquadrare in otto periodi.
1957-1961 La formazione, che inizia con l’apprendistato presso Giovanni Cutrufelli a Taormina e a Messina, l’esperienza del vagabondaggio teatrale con Renato Pinciroli, le prime esperienze con la Brigata d’arte del Piccolo Teatro di Messina, la partecipazione ad un film di Francesco Rosi.
1961-1963 La sperimentazione con il suo Teatro Ridottissimo che lo porta a scontrarsi con tutti i problemi della vita teatrale: la recitazione, la regia, l’organizzazione, la produzione, la comunicazione, la dialettica con gli ambienti colti e con gli ambienti politici della città, la relazione col mondo della cultura teatrale nazionale.
1964-1971 La professionalità che lo porta a recitare in compagnie di giro nazionali, organizzare una propria Compagnia stabile di prosa di Messina, relazionarsi con professionisti e intellettuali che lo proiettano sul piano nazionale: Daniele D’Anza e Andrea Camilleri, il sostegno di una corrente politica che lo porta a divenire Commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
1971-1981 Il successo raggiunto mediante l’impegno in produzione teatrali intelligenti, che sanno legare il suo lavoro di attore e la sua sagacia di organizatore ad importanti realtà teatrali siciliane e nazionali; la presenza in film per la televisione e il per il cinema che ne premiano le doti interpretative; il rapporto con intellettuali del teatro italiano che comprendono ed esaltano le sue potenziali attoriche.
1981-1993 Il Teatro San Carlino che lo porta ad essere professionista del teatro a tutto tondo, ma anche lo costringe a disperdere energie, necessarie al lavoro di direttore di un teatro, e non solo attore, regista, capocomico. Si posizione con forza al centro della vita culturale della città, ma è costretto a scendere a compromessi per fare vivere la sua casa teatrale.
1994-1997 Compagnia di giro e Il Teatro di campagna. Non si arrende alla chiusura imposta del San Carlino. Porta la Compagnia in giro per la Sicilia e la Calabria per mantenerla in vita e in regola con le direttive ministeriali. Crea il Teatro di campagna, un gioiello di follia sulle colline del mare di Tindari.
1998-2006 Teatro Pirandello. A settant’anni non demorde. Il teatro è la sua casa, la sua vita, la sua libertà, non può rimanerne senza. Moltiplica gli sforzi per mantenerlo, smuovendo politici e compagnie di giro. Trasforma il lavoro in chiave del tutto popolare.
2007-2013 Resistenza. Non si arrende all’età, non cede alla debolezza del corpo e della mente, resiste, organizza, propone, recita. Fino a quando il destino lo riporta al punto di partenza. Poco prima di morire fa richiesta di poter recitare ancora alla Sala Laudamo, il suo primo amore, il suo ultimo spettacolo. Che non arriverà mai.
1. Gioventù
Massimo Mòllica nacque a Pace del Mela, in provincia di Messina il 19 marzo 1929. La madre era insegnante delle scuole elementari, il padre piccolo proprietario terriero e commerciante. I genitori erano entrambi di Patti. Massimo nacque a Pace del Mela in quanto la madre in quegli anni lì insegnava. Il padre, per motivi economici, dovette lasciare la Sicilia e trasfersi a Tripoli, abbandonando la famiglia. Massimo trascorse gli anni scolastici a Patti, crescendo libero, privo della figura paterna, e stimolato dai profondi interessi culturali della madre.
Trasferitisi a Messina, subito dopo la guerra, Massimo frequentò l’Istituto dei Padri Antoniani e ne animò l’attività del teatrino.

Da un programma dell’8 settembre 1945, “Trattenimento Musico-Letterario”, troviamo la banda, la recita degli orfanelli dell’Istituto e alcune scene comiche recitate da Massimo e i suoi compagni della Gioventù Cattolica, “La famiglia Pirola” e “Lo scolaro“. Ha sedici anni ed inizia così la sua avventura teatrale.
Si diploma all’Istituto Magistrale e si iscrive all’Istituto Orientale di Napoli, ma solo per il piacere di viaggiare e godere dei teatri napoletani. Non sostiene alcun esame e viene richiamato per il servizio militare. Due anni in Marina, imbarcato tra il 1948 e il 1949.
Rientrato a Messina, continua a collaborare con la Gioventù Cattolica presso il teatrino degli Antoniani. Il 25 gennaio del 1950 mettono in scena “I civitoti in pretura”, commedia di Nino Martoglio, pezzo classico di tutte le filodrammatiche siciliane. Massimo fa il cancelliere e poi anima tutta la serata. Il programma è vario e vasto. Dopo la commedia, scenette comiche e avanspettacolo, con l’orchestra diretta da Nino Nastasi. A sottolineare che si trattava di uno spettacolo “serio”, nei programmi era sempre evidenziato che: “I ragazzi non accompagnati non potranno entrare in sala”.

Con la Gioventù Cattolica tra il 1950 e il 1952 Massimo continua a sperimentare il gioco dell’attore e dell’animatore. Lui ricorda come in città lo si iniziasse a conoscere come il “comico”.

2.La formazione
La sua passione e l’assoluta volontà di riuscire ad affermarsi e vivere da attore, lo spingono verso il teatro dei professionisti. L’incontro con due artisti segna la svolta: il colto e ardimentoso Giovanni Cutrufelli e il folle genio di Renato Pinciroli. Cutrufelli è un aristocratico intellettuale messinese che dedicò la sua vita al teatro. Attore, regista, direttore di compagnia, in quegli anni, tra l’altro, organizza e dirige gli spettacoli al Teatro antico di Taormina. Massimo riesce a diventare suo assistente, senza alcuna retribuzione ovviamente. È la sua scuola di teatro. Comprende dall’interno, con la pratica, come si gestisce una compagnia, cos’è un teatro, come funziona. Vede all’opera Cutrufelli come regista, ma soprattutto può studiare da vicino il lavoro di grandi attori della tradizione: Annibale Ninchi, Gualtiero Tumiati, Salvo Randone, Tino Carraro, Enrico Glori, Achille Majeroni, Lilla Brignone e i giovani Romolo Valli, Rossella Falk, Alberto Lupo, Giulio Bosetti, Renzo Giovanpietro. Assistette alla messinscena del Britannicus, del Giulio Cesare e di Medea. Furono la sua bottega, la sua scuola di teatro. Per un altro versante, il genio artistico di Renato Pinciroli gli fece sperimentare, sempre in quegli anni, il fascino del teatro inteso come avventura. Massimo ricordava i vagabondaggi estivi, tra teatrini arrangiati nei paesi della provincia, sempre alla ricerca di un pubblico e soprattutto di un pasto e di un alloggio. Senza alcuna certezza di guadagno. Era un’altra scuola. Quella che insegnava ad arrangiarsi, a darsi da fare in tutti i modi. A sentirsi compagnia nelle difficoltà. A lottare per esistere. Pinciroli era un uomo del mestiere e insegnò a Massimo gli elementi fondamentali dell’uso della voce a teatro, l’impostazione, i tempi, i ritmi, la capacità di farla arrivare dove e come vuole l’attore.

Nel frattempo, non smise di recitare a Messina con le compagnie di giovani. Il 25 maggio del 1955, con l’Accademia Filodrammatica e Filarmonica di Messina, al salone d’inverno dell’Irrera Mare (luogo di ritrovo dei giovani messinesi, affaciato sullo stretto), con un “Teatro a ring” con scena centrale, recita in La danza sulle bare di Franco Tripodo e Al buio, radiodramma di W.Alyendorf. Regia Giuseppe Ferlazzo, Scene di Eligio Egitto, Luci Antonino Ardizzone.

Nel 1957 Cutrufelli fonda il Piccolo Teatro Città di Messina. Gli spettacoli si tengono presso la Sala Laudamo, che altro non è che il Ridotto del Teatro Vittorio Emanuele, inagibile dal terremoto del 1908. La sala è la sede dell’Accademia Filarmonica che organizza la stagione dei concerti a Messina. Il 7 gennaio inaugura con Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. La programmazione in abbonamento prevedeva: Antigone di Jean Anouilh, regia di Giovanni Cutrufelli, con Cutrufelli, Mòllica e Marisa Merli.

Una domanda di matrimonio di Cechov, regia di Cutrufelli, con Mòllica e Turi Ferro.
L’orso di Cechov, regia di Cutrufelli, con Mòllica, Turi Ferro e Antonio Venturi.
Il miracolo di Manzari, regia di Renato Pinciroli, con Mòllica. La ragazza di campagna di Clifford Odets, regia di Pinciroli, con Mòllica, Annamaria Alì e Umberto de Domenico. Gli uomini non sanno amare di Sandro Davoli, regia Mòllica, con Mòllica, Franco Tripodo, Antonio Venturi, Gianna Miceli, Ilena Borin.Addio giovinezza di Camasio e Oxilia, regia di Mòllica, con Franco Tripodo, Antonio Venturi, Gianna Miceli, Turi Ferro. Scenografo di tutti gli spettacoli Antonio Alì, tecnico delle luci Antonino Ardizzone.
Il 1957 è l’anno in cui Massimo debutta da professionista, come attore e come regista. Inizia da qui il suo cammino teatrale. È bello ricordare che lo scenografo Antonio Alì, il tecnico delle luci Antonio Ardizzone e l’attrice Annamaria Alì rimasero accanto a Massimo per i successivi decenni.

Nel 1958 un’organizzazione universitaria, “L’Organismo Rappresentativo Universitario”, sostenuta dal Rettore, presenta a Messina, Teatro Peloro, una manifestazione teatrale di particolare interesse culturale, diretta da due intellettuali del teatro italiano, Leonida Repaci e Vito Pandolfi.
Martedì 9 settembre, Prima di Colazione di Eugene O’Neill, Ritratto di madonna di Tennesse Williams (Mòllica interpreta il signor Abrams), Inezie di Susan Glaspell (Mòllica interpreta lo sceriffo).
Mercoledì 10 settembre Il segretario di fiducia di Thomas Eliot.
Recitarono: Ilena Borin, Gianna Miceli, Titti Tomaino, Massimo Mòllica, Sandro Moretti e Roberto Paoletti. La regia di Roberto Guicciardini; scene di Francesco Finocchiaro; luci Antonio Ardizzone.
Questa esperienza diede la possibilità a Mòllica di entrare in contatto col mondo teatrale universitario, che a Messina aveva una tradizione importante. Nel 1936 venne inaugurato il Teatro Sperimentale di Messina nell’ambito delle attività del GUF (Gioventù Universitaria Fascista). L’attività ebbe vita fino al 1942, quando la distruzione di Messina ad opera dei bombardamenti anglo-americani, ne sancì la fine. Primo direttore ne fu Enrico Fulchignoni, poliedrico commediografo, regista, sceneggiatore, storico, nonchè medico e ricercatore. Dal 1939 ne prese il posto Adolfo Cùzari e a seguire Heros Cùzari. I giovani universitari attinsero ad un repertorio siciliano e internazionale, popolare e colto. Studiarono testi di Pirandello e Capuana, O’ Neill e Cechov, Wilder e Euripide, Plauto a Goldoni, spaziando dalla danza al teatro giapponese, dalla poesia agli adattamenti da Zavattini. Accanto a Fulchigoni si formarono allo Sperimentale di Messina Mario Landi, divenuto regista televisivo; Adolfo Celi attore e regista internazionale; Turi Vasile, regista, sceneggiatore, scrittore e produttore cinematografico. Nel 1948 un secondo Teatro Sperimentale universitario ebbe vita per una sola stagione con due appendici nel 1964 e nel 1968 come CUT, Centro Teatrale Universitario.
Il Teatro universitario lasciò a Messina una traccia culturale, ma Massimo era troppo giovane per averne conoscenza diretta e nel 1948 era in servizio per la Marina Italiana.
Tra il 1959 e i 1961 Massimo continuò l’attività l’attività del Piccolo Teatro di Messina fondato da Cutrufelli, ma adesso col nome di Brigata d’Arte diretta da Massimo Mòllica.
Alla Sala Laudamo mise in scena nel 1958 Elena o la gioia di vivere, di Roussin (testo che lo accompagnerà sino agli ultimi giorni della sua vita) e nel 1959 al Teatro Savoia Il signor Masure di Claude Magnier. Regia di Umberto De Domenico, figura di spicco dei filodrammatici messinesi, Massimo presa parte come attore insieme a una compagnia filodrammatica; scene di Antonio Alì e luci di Antonio Ardizzone.
Rimase il rapporto con Cutrufelli, che nel 1960 lo vuole in compagnia per l‘Enrico IV di Pirandello.

Nel 1961 venne scritturato da Francesco Rosi per una piccola parte nel film Salvatore Giuliano, aprendo una nuova porta lungo il suo percorso professionale.

Nel febbraio del 1961, per la quinta stagione della “Compagnia di prosa Brigata d’arte di Messina, diretta da Massimo Mòllica”, alla Sala Laudamo Massimo ripresenta Elena o la gioia di vivere di Roussin, regia Umberto De Domenico, con Mòllica, Lia Guazzelli, Umberto De Domenico, Annamaria Alì; scene di Antonio Alì.
3. La sperimentazione
Nel 1961 Mòllica decise di essere maturo per il grande salto. Vuole un suo teatro. Supportato dal quotidiano La Tribuna del Mezzogiorno e con l’appoggio del rettore, Prof. Salvatore Pugliatti (già patrocinatore delle attività teatrali in Università) lancia una sfida alla città: una sottoscrizione per comprare le poltroncine di un teatro che deve nascere. La cifra richiesta è 7000 lire. La poltroncina sarà di chi l’ha acquistata e avrà così il posto personale nel nuovo teatro. Massimo ottiene dal CineTeatro Savoia una saletta, attrezza alla meglio il palcoscenico, forma una compagnia composta da lui, Umberto De Domenico, Antonio Leto, Annamaria Alì e Lia Guazzelli; scenografo Antonio Alì. La città risponde all’appello di Massimo e della Tribuna e vengono comperate le 70 sedie. Nasce così il Teatro Ridottissimo.

Apre le porte nel dicembre del 1961. 50 mq di marmo giallo, sipario blu, 70 poltrone rosse, ciascuna con l’etichetta lucida del donatore, sulle pareti sei pannelli con le maschere dell’Arte. Ripropone Elena o la gioia di vivere e a seguire la farsa Il signor Masure di Claude Magnier, recitano Mòllica e Anna Mazzamauro.

Massimo sente la necessità di trovare una radice culturale. Studia e sottolinea l’articolo L’idea di un Teatro stabile, di Lucio Ridenti, commediografo, critico e direttore della più importante rivista teatrale italiana del tempo, Il Dramma. Scrive a Ridenti, che ricambia cortesemente.
La seconda stagione si inaugura l’8 novembre 1962 con Lo Sbaglio di essere vivo di Aldo de Benedetti; regia di Mòllica, attori Mòllica, Virginio Gazzolo, Anna Mazzamauro, Gabriella Cottignoli; scene di Antonio Alì.

Nel febbraio 1963 presenta Il Traforo di Uberto Paolo Quintavalle, regia di Mòllica, con Mòllica, Anna Mazzamauro e Tonino Fattorini; scene di Antonio Alì.
E ritorna I civitoti in pretura di Nino Martoglio, regia di Mòllica che recita con Nino Intedonato, Nunzio Giacobbe, Mario Piazza, Gianlugi Calderone, Adolfo Marrale, Grazia di Marzà, Carmelo Dragotto. Una compagnia interamente filodrammatica.

In realtà il Ridottissimo è messo alle corde dal punto di vista finanziario ed è costretto a chiudere. Mòllica chiese pubblicamente ai proprietari delle poltroncine di venire a riprendersele (nessuno si presentò).
I debiti accumulati costringono Mòllica a fare una scelta radicale. Non accetta la sconfitta. Il teatro è la sua vita. Il Ridottissimo non ha funzionato. La banca e i finanziatori lo mettono alle corde. Lui reagisce con orgoglio e grinta. Si lancia a capofitto per conquistarsi il suo posto nel mondo del teatro.
4.La professionalità
Il regista Filippo Torriero lo scrittura per la stagione estiva del 1963. Mòllica ha la parte di Antonio in La tempesta di William Shakespeare, regia di Filippo Torriero, con Gianni Santuccio, Carlo Ninchi, Giustino Durano, Carlo Croccolo.

Quando ha serate libere si produce come presentatore, animatore, attore in locali turistici. Deve lavorare.
Al Teatro delle Arti di Roma nel 1964 mette in scena Giovedì di carnevale di Alessandro de Stefani. Mòllica è regista, recitano Giustino Durano, Valeria Fabrizi e Rosella Spinelli, scene di Giacomo Calò e musica di Elio Maestosi.
A Messina, nel 1963, sembra che stia accadendo qualcosa di importante nel mondo teatrale. Il 24 ottobre la Gazzetta del Sud annuncia che è stato fondato il Teatro Stabile di Messina. Presidente onorario il rettore Prof. Pugliatti, Presidente del Consiglio di amministrazione il comm. Michele Ballo (Presidente dell’Ente per il Turismo di Messina). In consiglio siedono onorevoli, docenti universitari e importanti professionisti. Unica figura di intellettuale l’editore libraio Antonio Saitta. Mòllica è chiamato per un triennio a dirigerne la compagnia. Il Teatro Stabile di Messina rimase sulla carta.
Massimo continua il suo lavoro di attore in importanti compagnie. Nell’estate del 1964 recita nella Sacra rappresentazione di Michele Stilo, Sebastiano di Narbona, con Alberto Lupo e Lydia Alfonsi.

Nell’estate del 1965 Michele Stilo lo chiama ancora a Barcellona per il dramma sacro Barabba di De Ghelderode. Recita accanto a Giulio Girola, Roberto Antonelli, Walter Maestosi, Edmonda Aldini e Lidya Alfonsi.

Nel 1965 si guadagna la copertina di Sicilia tempo, una rivista siciliana che sapeva parlare ai politici siciliani.
Mòllica decise di ritentare a Messina. Ottiene dall’Accademia Filarmonica l’uso della Sala Laudamo; l’Ente per il Turismo diretto da Michele Balbo (sostenitore dalla prima ora dei progetti di Mòllica) garantisce un contributo; la Regione e il Ministero sono sollecitati. Nasce la Compagnia Stabile di Prosa di Messina, che per più di trenta anni accompagnerà Mòllica nella sua avventura teatrale.
L’ 8 ottobre 1965, Sala Laudamo, si inaugura con Pensaci Giacomino di Luigi Pirandello. La regia è di Mòllica; recitano Michele Abruzzo, Umberto Spadaro, Fioretta Mari, Franco Tripodo, Maria Tolu, Enrico Mormina; scene di Antonio Alì. Il critico Carlo Lo Presti ne fa una significativa recensione su Il Dramma.

La scelta di un testo di Pirandello e di una compagnia di affermati professionisti e giovani emergenti ottenne la risposta positiva del pubblico.
Lo spettacolo successivo, 20 febbraio 1966, furono tre atti unici di Aldo Nicolaj, Lui e Lei, Il belvedere (regia di Michele Stilo), Ordine e Matrimonio (regia Cutrufelli); Mòllica recita con Angela Cavo; scene di Antonio Alì. L’elemento culturale viene sottolineato dal “dibattito” che segue lo spettacolo, coordinato dal rettore Pugliatti e dal critico Carlo Lo Presti.

La stagione continua con Il Muro del silenzio di Paolo Messina, con la regia di Michele Stilo; recitano Germana Paolieri, Pino Caruso, Fioretta Mari, Maria Tolu e Franco Tripodo.
Nel settembre del 1966 Mòllica è scritturato da Cutrufelli a Taormina per la messinscena de I Vicerè di Federico De Roberto, regia di Cutrufelli; Mòllica recita con Angela Cavo, Mario Scaccia, Michele Abruzzo, Giustino Durano, Giovanni Cutrufelli, Tuccio Musumeci, Annamaria Alì e Anna Belfiore.

La seconda stagione della Compagnia si apre il 24 novembre 1966 con Lo Spirito della morte di Rosso di San Secondo. Mòllica cura la regia e con lui recitano Gabriella Apollonio, Germana Paolieri, Didi Perego, Walter Maestosi, Laura Gianoli, Maria Josè di Marco, Giustino Durano, Annamaria Alì, Nunzio Giacobbe, Enrico Mormina, Nino Interdonato e Alberto Riccitelli; scene di Antonio Alì, musiche di Nicola Sgrò e luci di Antonino Ardizzone.

Lo spettacolo successivo, 10 dicembre 1966, è Michele Arcangelo spiega un delitto di Gino Magazzù (scrittore e funzionario RAI), che ne cura anche la regia. Mòllica recita con Armando Bandini, Laura Gianoli, Walter Maestosi, scene di Antonio Alì.

Un terzo spettacolo diretto da Mòllica è Da giovedì a giovedì di Aldo De Benedetti. Recitano Angela Cavo, Gianni Musy, Silvio Noto e Germana Paolieri.

La terza stagione si apre l’8 novembre 1967 con L’uomo la bestia e la virtù di Luigi Pirandello.

Mòllica cura la regia e recita con Elena Sedlak, Armando Bandini, Giustino Durano, Laura Gianoli, Giulia Lazzarini e Germana Paolieri; scene di Antonio Alì.
Altri due spettacoli in programma furono Un Istante prima di Enrico Bassano, con la regia di Daniele D’Anza e A denti stretti, collage di testi siciliani, per la regia di Andrea Camilleri.
Nei primi anni ’60 Mòllica impara e inizia ad affermarsi relazionandosi con due registi messinesi, Giovanni Cutrufelli e Michele Stilo. Due intellettuali, studiosi che per principio avevano deciso di non varcare lo stretto, di dare valore al loro lavoro teatrale legandolo, radicandolo, in Sicilia. Relazionarsi a loro significa per Mòllica recitare per loro, studiarne le qualità e le competenze, dare loro spazio, da registi, nel mondo teatrale che lui sta costruendo. Nel contempo Mòllica chiama a Messina i giovani che ha conosciuto a Roma e in giro per l’Italia. Tutti giovani che diventeranno professionisti di primo livello: Angela Cavo, Armando Bandini, Lydia Alfonsi, Enrico Mormina, Laura Gianoli, Walter Maestosi, Virginio Gazzolo, Didi Perego, Fioretta Mari; o professionisti affermati: Germana Paolieri, Michele Abruzzo, Umberto Spadaro, Giulia Lazzarini, la soubrette Elena Sedlak, Giustino Durano.
Nel 1967 il rapporto con Gino Magazzù, scrittore in Rai, fa da ponte verso due professionisti, Daniele D’Anza e Andrea Camilleri, che in quegli anni sono giovani sceneggiatori e registi in Rai. Il rapporto con D’Anza e Camilleri fu una leva professionale molto importante per Mòllica.
Nel 1967 viene chiamato alla Radio per la trasmissione Tutto da rifare.
Nel 1968 la Compagnia Stabile di Prosa di Messina è riconosciuta dal Ministero “compagnia primaria” nazionale. In Italia sono solo trenta.
Il 19 gennaio 1968 Camilleri firma la regia de Il pendolo di Aldo Nicolaj, recitano Mòllica e Elena Sedlak; scene di Antonio Alì. Lo spettacolo in aprile viene presentato a Roma, Teatro della Cometa.

Nell’agosto del 1968 Massimo dà avvio alla consuetudine delle stagioni estive della Compagnia. Al Castello di Lipari presenta La giara di Luigi Pirandello, ne firma la regia e recita con Michele Abruzzo, Franco Tripodo, Domenico Minutoli, Walter Manfrè, Annamaria Alì, Tilde Moleti e Daniela Uccello; scene di Antonio Alì. Evidenziamo che a fianco di Annamaria Alì ci sono anche due giovani, Domenico Minutoli e Walter Manfrè. Da qui in avanti saranno due elementi della Compagnia di Mòllica e diventeranno due professionisti affermati.
Nel 1968 Camilleri chiama in Rai Mòllica per la parte principale nel Lazzarillo di Tormes

e come comprimario in Maigret e i diamanti con Gino Cervi.

D’Anza lo chiama per il Novelliere di Verga.

Mòllica ricambia e invita Camilleri alla regia di Evviva la dinamite di Indro Montanelli, con cui inaugura, sempre alla Sala Laudamo, la stagione 1968-69. Mòllica recita con Franco Scandurra, Germana Paolieri, Maria Sciacca, Domenico Minutoli e Walter Manfrè; scene di Antonio Alì.

Anche il secondo spettacolo in cartellone ha la regia di Camilleri, Anche le aquile mangiano l’erba di Claudio Novelli; Mòllica recita con Franco Interlenghi e Carla Greco, musica di Elio Maestosi, scene di Antonio Alì.
Nel novembe si apre una nuova porta di collaborazione: la Stabile di Catania. Mòllica ha già voluto con sè attori catanesi di valore: Michele Abruzzo, Umberto Spadaro, Fioretta Mari, Maria Tolu. Ha recitato accanto a Tuccio Musumeci nei Vicerè. Catania è una capitale del teatro italiano, non si può ignorare. Nel novembre 1968 Massimo ospita nel suo cartellone una produzione della Stabile di Catania, Turchetta con la regia di Giovanni Guiaita, recitano Michele Abruzzo, Fioretta Mari, Ida Carrara, Leo Gullotta, Guido Leontini, Tuccio Musumeci, Ave Ninchi, Maria Tolu; costumi Tito Vossberg. Sono tutti professionisti che ritorneranno spesso nelle produzioni di Mòllica.
Nel 1969 continua il suo lavoro in Rai. Nella serie Le parabole appare in Giustizia per una vedova. Interpeta Nardo in Dal tuo al mio di Verga con la regia di Mario Landi, con Amedeo Nazzari e Gino Cervi.

L’estate del 1969 segna un punto importante nella maturità artistica di Mòllica.

Produce per la stagione estiva U Ciclopu, scrittura siciliana di Luigi Pirandello da Euripide. Affida la regia a Camilleri, mette insieme il meglio dello Stabile di Catania, Turi Ferro, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Leo Gullotta, Enrico Mormina, Guido Leontini, con i giovani della Compagnia di Messina Walter Manfrè, Domenico Minutoli e Franco Tripodo; lui interpreta Ulisse. Le musiche sono create da Elio Maestosi. L’addetto culturale è un intellettuale di primo piano del teatro italiano, Ruggero Jacobbi. Ottiene il contributo dell’Assessorato Regionale per il Turismo, guidato dall’On. Natoli, che da questo momento in avanti diventerà un referente politico importante per Mòllica.

Lo spettacolo è pensato per i teatri all’aperto. Viene presentato al Teatro antico di Tindari, al Castello di Lipari, al Teatro antico di Taormina, al Chiostro dei Gesuiti di Catania, al Castello di Enna. Uno spettacolo grandioso che ebbe un successo enorme.
Camilleri invita Mòllica nel settembre 1969 a recitare nel Re Cervo di Carlo Gozzi. Lo spettacolo è presentato al Teatro Olimpico di Vicenza, regia di Camilleri, recitano Mòllica, Giustino Durano, Mila Vannucci e Nico Pepe.

La stagione 1969-70 si apre con Giovanna del Popolo di Marcello Sartarelli, con la regia di Ruggero Jacobbi, un intellettuale di spicco nel mondo teatrale italiano. Con Mòllica recitano Lydia Alfonsi, Tonino Piefederici, Sebastiano Calabrò; scene di Antonio Alì.

Nel programma di sala c’è un lungo ringraziamento all’on Salvatore Natoli, Assessore Regionale al Turismo. È il segnale del rafforzato legame politico.
Nel 1969 Massimo, con la Compagnia conquista due piazze importanti: Palermo, dove realizzerà due spettacoli al Teatro Biondo, e Cosenza, dove presenterà Giovanna del Popolo. Un passo avanti nella costruzione della rete di legami che lo condurrà ad affermarsi come attore e “capocomico” di livello nazionale.
Nel 1970 Mòllica continua a lavorare per la televisione. In gennaio recita nella mini serie Re Cervo di Carlo Gozzi a cura di Diego Fabri e Claudio Novelli. Partecipa alle serie Rai Storia nelle puntate Educazione nella Grecia Antica, La Costituzione politica della Grecia Antica, La religione in Grecia. In marzo è in Ivanhoe di Walter Scott registrato alla Rai di Torino.
L’estate del 1970 Mòllica ripercorre l’esperienza dell’anno precedente, producendo con la Compagnia Stabile di Prosa di Messina il Glaucu di Ercole Luigi Morselli, nella versione siciliana di Pirandello. La regia è affidata ancora una volta a Camilleri, la direzione artistica a Turi Ferro, la compagnia è una sinergia di attori catanesi, palermitani e messinesi: con Mòllica recitano Ida Carrara, Umberto Spadaro, Guido Leontini, Annamaria Alì, Anna Lelio, Giuditta Lelio, Sebastiano Calabrò, Domenico Minutoli, Carmelo Leontini, Francesco Sineri, Walter Manfrè, Maria Sciacca, Nino Interdonato, Laura Gianoli (moglie di Maestosi); musiche di Elio Maestosi.

Lo spettacolo è presentato a Tindari dal 5 al 9 agosto 1970, alle 18, perchè il tramonto segni il fluire della rappresentazione.
5. Il successo
La stagione 1970-71 si inaugura il 3 novembre, sempre alla Sala Laudamo, con Il Re Muore di Eugène Jonesco. La regia è affidata a Giovani Cutrufelli, con Mòllica nella parte del Re recitano Anna Lelio, Laura Gianoli, Pino Ferrara, Claudia Ricatti, Marcello Bertini; scene di Antonio Alì, costumi di Titus Vossberg, musiche di Elio Maestosi.

Lo spettacolo successivo fu I Menecmi di Plauto, sempre con la regia di Cutrufelli, con Mòllica recitano Mimmo Calandruccio, Giuditta Lelio, Annamaria Alì, Pino Ferrara, Franco Tripodo, Sarah Rizzo, Domenico Minutoli, Nino Interdonato; scene e costumi di Antonio Alì, luci di Antonino Ardizzone.

Nell’agosto del 1971 Mòllica fu nominato Commissario straordinario all’Azienta Autonoma Soggiorno e Turismo di Messina dalla Regione Siciliana. L’incarico durò 10 anni e gli permise di agire da operatore culturale per la città, sviluppando e acquisendo nuove relazioni in campo culturale come in campo politico, mirando naturalmente il suo operato verso la produzione teatrale.
Nell’ottobre del 1971 prese parte al film televisivo Omertà, regia Silvio Maestranzi.

La stagione 1971-72 si inaugura con La mandragola di Nicolò Machiavelli. Mòllica ne cura la regia e recita nella parte del Frate con Sara Franchetti, Anna Lelio, Pino Ferrara, Aldo Miranda, Franco Aloisi, Marcello Bertini, Claudia Ricatti; scene e costumi di Titus Vossberg.

Tra il 1971 e il 1972 Mòllica cercò di realizzare un Teatro sulle colline di Messina, in zona Panoramica, cercando una sinergia tra l’Azienda Autonoma e il Comune di Messina. Il progetto non andò in porto per rilevanti problemi di carattere amministrativo.
Il 6 marzo 1972 Il Re Muore fu rappresentato al Teatro Bellini di Catania in presenza di Ionesco.
Nel luglio 1972 Mòllica fu scritturato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico per la rappresentazione di Lisistrata di Aristofane. La regia fu di Daniele D’anza, in compagnia Mòllica, Luisella Boni, Arnoldo Foà, Cesarina Gheraldi, Ilaria Guerrini, Lauretta Masiero, Mirella Palmich; scene e costumi Misha Scandella, musiche di Fiorenzo Carpi.

Daniele D’Anza lo volle, sempre nel 1972, per la parte di Don Vito Cascioferro nella serie Joe Petrosino dal libro di Arrigo Petacco. Il successo ottenuto dalla serie, e personalmente da Mòllica, lo proiettò alla ribalta nazionale.

Lo troviamo spesso su giornali e rotocalchi; è accanto a Petacco a firmare il volume in libreria; Baudo lo vuole ospite a Canzonissima.

Con l’AAST Mòllica organizzò nel dicembre 1972, ripetendolo poi tutti gli anni nello stesso periodo, una manifestazione intesa a premiare i siciliani che si erano messi in luce nel campi dell’arte e della cultura. Si trattò, aldilà dell’elemento turistico-mondano, di un modo di costruire relazioni professionali nel più ampio campo del mondo culturale. La manifestazione prese il nome di Incontri d’Arte, e in effetti fu un momento di incotro tra artisti del mondo del teatro, della letteratura, delle arti visive, dello spettacolo.
Nel 1973 Mòllica partecipò al film Metti che ti rompa il muso, regia di Joseph Warren con Frederick Stafford e Silvia Monti.

Nell’aprile dello stesso anno tenne la trasmissione radiofonica Voi ed Io. Da questa trasmissione, nasce l’amicizia con lo scrittore Giuseppe Longo, che avrà un peso significativo negli anni successivi.
Dalla stessa trasmissione nasce il contratto con Fonit Cetra che produce un LP con i madrigali che aveva recitato in Voi ed Io.
Sempre in aprile il Quartetto Cetra lo volle nella trasmissione L’Occasione.
La stagione 1973-74 viene inaugurata il 21 novembre con Otello nell’ elaborazione di Idalberto Fei. Mòllica cura la regia e la parte principale, con Annamaria Alì, Giovanna Conti, Walter Manfrè, Italo Crupi, Franco Tripodo; scene di Antonio Alì.

Nel marzo 1974 prese parte al film televisivo Sotto il placido Don, regia di Vittorio Cottafavi.
Nello stesso anno recita nel film L’arbitro, regia di Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca, Joan Collins, Gabriele Pallotta e Mariosa Solinas.

Nel maggio del 1974 Mòllica sviluppò un’importante sinergia col Teatro Club di Catania, producendo insieme Il vendicatore di Francesco Lanza. Lo spettacolo viene presentato in prima nazionale al Teatro Club di Catania l’8 maggio 1974, con la regia di Nando Greco, con Mòllica recitano Marcella Granara, Annamaria Alì, Walter Manfrè, Mimmo Salvo, Giuseppe Ragonese, Liliana Ardizzone.

Il 18 dicembre 1974 Il vendicatore viene presentato a Messina. Il successo ottenuto farà di questo spettacolo un cavallo di battaglia di Mòllica fino agli ultimi anni della sua attività. La Rai di Torino ne farà una ripresa televisiva.
Nel gennaio 1975 verrà presentato al Teatro Biondo di Palermo. Ma in febbraio Massimo acquista i diritti di rappresentazione del Vendicatore da Nando Greco e se ne appropria presentando da qui in avanti Il vendicatore come produzione della Compagnia Stabile di prosa di Messina, con la regia di Massimo Mòllica. Ad Aprile viene rappresentato al teatro Cilea di Reggio Calabria con la nuova produzione. Sul cartellone c’è uno sberleffo a Nando Greco, che viene presentato come Nando Turco (ma da qui in avanti la regia sarà sempre attribuita a Mòllica); in compagnia Annamaria Alì, Marcella Granara, Turi Carnazza, Walter Manfrè, Giuseppe Ragonese, Adele Spadaro, Liliana Ardizzone, Francesco Vadalà. Appaiono adesso in compagnia due attori che accompagneranno Mòllica per decenni, formando l’ossatura della Compagnia Stabile, Turi Carnazza e Adele Spadaro. Con questa compagnia Massimo portò Il vendicatore in giro per i teatri siciliani (Tindari per la stagione estiva nel luglio 1975) e calabresi (aprile 1975) riproponendolo in cartellone a Messina nella stagione 1975-76 al Salone della Camera di Commercio. Il 16 ottobre 1975 lo realizzò a Firenze al Teatro dell’Oriuolo nell’ambito degli scambi culturali tra AAST Messina e Firenze.
Nel 1975 viene scritturato dalla rai per diverse produzioni. Parteciperà agli sceneggaiti Dov’è Anna ?, La contessa Lara, La baronessa di Carini per la regia di Daniele D’Anza
La stagione 1975-76 viene inaugurata dal Liolà di Luigi Pirandello, ma non più nella Sala Laudamo, ma in una più ampia sala ricavata presso la Camera di Commercio. Massimo cura la regia e interpreta Liolà, recitano Marcella Granara, Annamaria Alì, Turi Carnazza, Maria Sciacca, Adele Spadaro, Sara Micalizzi, Ivana Pittella; scene di Marco Dentici, musica di Emanule Calandruccio. Inizia con questo spettacolo l’importante collaborazione con lo scenografo Marco Dentici, che avrà una parte rilevante nelle produzioni artistiche dei prossimi anni.

Lo spettacolo viene presentato ad Agrigento il 12 dicembre per il convegno di studi pirandelliani. Sempre a dicembre viene realizzato alla Rassegna di Prosa palermitana organizzata dal presidene dell’AAST di Palermo, Paolo Bevilacqua.
Liolà e Il vendicatore vengono presentati a Messina e in tournée per tutto il 1976: Milazzo, Enna, Taormina, Novara di Sicilia, Palermo.
Nel luglio 1976 partecipa al film Mala, amore e morte, la regia di Tiziano Longo, con Femi Benussi, Gianni Macchia e Graziella Lepori.

La stagione 1976-77 è inaugurata il 29 ottobre, ancora alla Sala Laudamo con una nuova produzione, L’eredità dello zio canonico (che diventerà presto lo zio buonanima), di Antonio Russo Giusti. Mòllica cura la regia e recita con Marcella Granara, Giovanni Pallavicino, Maria Sciacca, Adele Spadaro, Walter Manfrè, Turi Carnazza, Domenico Minutoli, Erio Marchese e Nino Interdonato; scene di Antonio Alì.

Nell’autunno del 1976 Mòllica chiede al Comune di poter realizzare un’Arena o comunque un luogo per gli spettacoli a Messina. Invia la richiesta al Comune e nel contempo scrive articoli sulla Gazzetta del Sud.
Ad agosto, al Teatro antico di Tindari presenta Liolà e L’eredità dello zio buonanima.
Nell’autunno 1977 partecipa al film Il Prefetto di ferro, regia di Pasquale Squitieri dal romanzo di Arrigo Petacco, con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale, Stefano Satta Flores e Lina Sastri; campione di incassi nell’inverno 1977.

La stagione 1977-78 è aperta il 9 ottobre al nuovo Teatro in Fiera dalla Compagnia Stabile di Massimo con Merli e Malvizzidi Biagio Belfiore, regia Camilleri, con Ivano Staccioli, Anna Moleti, Anna Lelio, Nino Fuscagni, Guido Leontini, Maria Sciacca, Walter Manfrè, Turi Carnazza, Vasco Santoni, Erio Marchese, Maurizio Marchetta, Domenico Minutoli.

Il 22 ottobre Mòllica presenta, sempre al Teatro in Fiera, una nuova produzione, L’Avaro di Molière in una sua edizione siciliana. Ne cura la regia e recita con Nino Fuscagni, Anna Lelio, Walter Manfrè, Maria Sciacca, Turi Carnazza, Erio Marchese, Domenico Minutoli, Vasco Santoni, Fabio Santella, Ela Carnabuci e Rosaria Bellomia; scene di Marco Dentici, musiche di Augusto Martelli.

Rosaria Bellomia entra adesso in Compagnia e rimarrà con Massimo per più di trenta anni, fino agli ultimi anni della sua attività.
Nel 1977 partecipa allo sceneggiato televisivo Domenica di Ferragosto per la regia di Camilleri, con Anita Bartolucci e Lino Trois.
Recita nel film No alla violenza, regia di Tano Cimarosa.

Dal novembre 1977 alla primavera 1978 porta in tournée in Sicilia e Calabria Liolà e L’eredità dello zio buonanima.
Nell’aprile 1978 partecipa al film per la televisione Morte di un seduttore di paese, regia Nanni Fabbri, con Nando Gazzolo, Quinto Parmeggiani, Nino Fuscagni, Pino Cuomo, Salvatore Puntillo.

Nel giugno 1978 realizza tre serate del Liolà al Teatro Valle di Roma. Mòllica cura al solito la regia e recita con Marcella Granara, Turi Carnazza, Maria Sciacca, Adele Spadaro, Floria Marrone, Ela Carnabuci, Annamaria Alì, Michela Pavia, Anna Di Liberto; scene di Marco Dentici, musiche di Emanuele Calanduccio. Lo spettacolo è patrocinato dalla Regione Lazio e dalla Regione Sicilia.
L’avaro è lo spettacolo che presenta al Teatro antico di Tindari nell’agosto 1978.
Il 30 novembre 1978 presenta al Teatro in Fiera la nuova produzione del Glaucu di Luigi Pirandello, in siciliano, all’interno della Rassegna del teatro meridionalistico organizzata dall’ASST. Mòllica cura la regia e recita con Antonio Alì, Adele Spadaro, Ivana Pittella, Mariateresa Bax, Gabriella Saitta, Walter Manfrè, Turi Carnazza, Gigi Sturniolo, Erio Marchese; costumi e scene di Salvatore Fiume .

Il Glaucu viene portato in tournée in Sicilia e Calabria per la stagione 1978-79.
Nel 1979 legge alla Radio nazionale Caffè Mozart di Vanni Ronsisvalle.
Nel 1979 prende parte a due sceneggiati televisivi, La vedova e il piedipiatti, regia Mario Landi, con Ave Ninchi e Veronica Lario.

La mano sugli occhi tratto dal romanzo Il corso delle cose di Camilleri, regia di Pino Passalacqua, con Bruno Zanin, Leopoldo Trieste, Ida di Benedetto, Pino Ferrara, Umberto Spadaro.

Il 18 maggio 1979 presenta al Teatro Valle di Roma L’eredità dello zio buonanima, regia di Mòllica, che recita con Annamaria Alì, Turi Carnazza, Adele Spadaro, Nino Scardina, Sara Bellomia, Domenico Minutoli, Walter Manfrè, Nino Scardina, Vasco Santoni, Erio Marchese; scene e costumi di Antonio Alì.
Dal 18 settembre al 7 ottobre 1979 al Teatro San Babila di Milano presenta L’Eredità dello zio Buonanima.
La stagione 1979-80 si apre con la nuova produzione L’Aria del continente di Nino Martoglio, con la regia di Pino Passalacqua, recitano Mòllica, Antonio Alì, Turi Carnazza, Sara Bellomia, Nino Scardina, Adele Spadaro, Vasco Santoni, MariaRosa Biondo; scene di Marco Dentici, musiche di Fiorenzo Carpi.

Ritornano gli Incontri d’arte nel dicembre 1979 per i quali produce al Teatro in Fiera ‘U contra (L’antidoto) di Nino Martoglio con laregia Andrea Camilleri, recitano Mòllica, Adele Spadaro, Annamaria Alì, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Anna Moleti, Vasco Santoni, Ela Carnabuci, Franco Tripodo; scene di Marco Dentici, musiche di Emanuele Calanduccio.

Nel 1980 organizza, con l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, due concorsi, uno in dialetto e uno in lingua, per nuovi testi teatrali di autore siciliano. Dal concorso nasce Il bell’Antonio di Franca Marano.
Dal 13 al 25 Maggio1980 ritorna al Teatro Valle di Roma con L’aria del Continentedi Nino Martoglio.
Il 24 ottobre 1980 al Teatro in Fiera, all’interno della “Prima rassegna del teatro-novità di autore siciliano” organizzata dall’AAST, presenta Il bell’Antonio riduzione di Mòllica e Franca Marano, con la regia di Mòllica che recita con Walter Maestosi, Annamaria Alì, Rosalba Caramini, Giovanni Pallavicino, Erio Marchese, Adele Spadaro, Turi Carnazza; scene di Antonio Alì, musiche di Pippo Caruso.

Il bell’Antonio entrerà stabilmente in repertorio e verrà rappresentato per tre decenni.
Nel 1981 recita nel film Napoli, Palermo, New York, il triangolo della camorra, regia di Alfonso Brescia.

Nel maggio del 1981 legge alla radio Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga in 35 puntate.
Per questa trasmissione riceverà il 12 luglio il Premio Chianciano. I premiati sono Gigi Proietti, Catherine Spaak, Alberto Sordi, Monica Vitti, Marina Malfatti, Claudio Sestrieri, Paola Gassman, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.
Nel dicembre del 1981 Mòllica si dimise da Commissario straordinario dell’ASST, per evidenti disaccordi con la controparte politica regionale.
6. Il Teatro San Carlino

L’inaugurazione del Teatro San Carlino è il 7 novembre 1981 con L’Avaro siciliano di Mòllica, che ne cura la regia e recita con Antonella Giacobbe, Vittorio Ciccocioppo, Maurizio Marchetta, Erio Marchese, Adele Spadaro, Turi Carnazza, Sara Bellomia, Giovanni Pallavicino, Ela Carnabuci, Salvo Russo e Mariagrazia Carnabuci; scene e costumi di Marco Dentici, musiche Augusto Martelli.

Gli altri spettacoli della stagione sono L’avaro, Il bell’Antonio, L’eredità dello zio buonanima, L’aria del continente, Ccu i nguanti gialli.
Nel dicembre 1981 esce il libro di Giuseppe Grieco, Massimo Mòllica, la sua vita e il suo teatro, Salvatore Sciascia editore.

Il 16 gennaio 1982 la prima al Teatro Rendano di Cosenza di Ccu i nguanti gialli di Pirandello regia di Mòllica che recita con Giovanni Pallavicino, Sara Bellomia, Salvo Russo, Adele Spadaro, Turi Carnazza, Annamaria Alì e Erio Marchese; scene di Antonio Alì, musiche di Pippo Caruso.

Il 21 gennaio lo spettacolo viene presentato al Teatro San Carlino.
Nel 1982 partecipa al film Bello mio bellezza mia, regia di Sergio Corbucci, con Mariangela Melato, Stefania Sandrelli e Giancarlo Giannini.

Il 9 ottobre 1982 si apre la stagione al San Carlino con Il vendicatore. Il secondo spettacolo, dal 13 novembre, è una nuova produzione,Teofilo e famiglia di Mario Rapisardi, scene, costumi e regia di Mòllica, che recita con Adele Spadaro, Franca Sillato, Giovanni Pallavicino, Fiorenzo Fiorito, Vasco Santoni e Sara Bellomia.

Il 29 gennaio 1983 presenta al San Carlino una nuova produzione, Il Barbiere di Siviglia di Beaumarchais, adattamento siciliano di Santi Correnti, regia scene e costumi di Mòllica che recita con Sara Bellomia, Turi Carnazza, Salvo Russo, Fiorenzo Fiorito, Giancarlo Daidone.

Il 12 ottobre 1983 presenta al Teatro Ghione di Roma Mastro Don Gesualdo di Verga, adattamento di Mòllica, che cura la regia e recita con Franca Sillato, Erio Marchese, Domenico Minutoli, Turi Carnazza, Adele Spadaro, Sara Bellomia, Fiorenzo Fiorito e Luisa Cristaldi; scene di Marco Dentici, musica di Pippo Caruso.

Lo spettacolo viene presentato al San Carlino il 5 novembre per la stagione 1983-84.
Il 4 febbraio 1984 presenta la nuova produzione Lo sbaglio di essere vivo di Aldo De Benedetti, regia di Mòllica che recita con Nino Scardina, Josè Greci e Erio Marchese; scene di Antonio Alì.

Dal 18 ottobre al 18 novembre 1984 presenta al Teatro Parioli Io e te, amore mio, ci ameremo eternamente di Dino Verde, regia Carlo Lizzani, recitano con Mòllica, Josè Greci, Enzo Cerusico, Anna Campori, Franco Angrisano, Nino Scardina, Walter Manfrè; scene di Marco Dentici. Il 24 novembre lo spettacolo viene presentato al San Carlino.

Dal 15 al 27 gennaio 1985 al Teatro Parioli di Roma presenta L’eredità dello zio buonanima, regia di Mòllica che recita con Adele Spadaro, Turi Carnazza, Vasco Santoni, Sara Bellomia, Domenico Minutoli, Erio Marchese, Salvo D’Arena, Gigi Cantoni; scene di Antonio Allegra.
Il 16 febbraio 1985 presenta al San Carlino la nuova produzione La scuola delle mogli di Molière, adattamento di Turi Ferro; regia di Mòllica che recita con Adele Spadaro, Sara Bellomia, Domenico Minutoli, Vasco Santoni, Erio Marchese, Salvo D’Arena, Alessandro Balducci, Nino Scardina, Franco Tripodo; scene di Antonio Allegra, musiche di Augusto Martelli.

L’estate del 1985 porta in tournée La scuola delle mogli.
Il 9 novembre 1985 apre la stagione al San Carlino con una nuova produzione, Il berretto a sonagli di Pirandello, regia di Biagio Belfiore, con Mòllica recitano Anna Moleti, Adele Spadaro, Franca Sillato, Vincenzo Failla, Erio Marchese, Lisa Bartoli; scene di Antonio Allegra.

Nel novembre 1985 presenta al Teatro Parioli di Roma Il berretto a sonagli.
Dal 15 al 18 gennaio 1986 presenta al Teatro in Fiera Il bell’Antonio adattamento di Mòllica che recita con Josè Greci, Salvatore Loriga, Giovanni Pallavicino, Fernando Cerulli, Tiziana Ricci, Franca Sillato e Turi Carnazza.
Dal 18 gennaio al San Carlino La mandragola di Machiavelli, regia di Massimo Mòllica che recita con Josè Greci, Adele Spadaro, Nino Scardina, Erio Marchese, Franca Sillato; scene Concetta De Pasquale. Dal 1986 l’organizzatore della compagnia è Antonino Milone.
Il 18 ottobre 1986 apre la stagione al San Carlino con la nuova produzione Non ti pago di Eduardo de Filippo, adattamento siciliano di Mòllica, che cura la regia, le scene e recita con Giuseppe Luciani, Tiziana Ricci, Vincenzo Failla, Fernando Cerulli, Turi Carnazza, Franca Sillato, Erio Marchese e Cinzia Alibrandi.
Nel novembre 1986 al Teatro Manzoni di Roma presenta L’aria del Continente.
In dicembre, sempre al Teatro Manzoni presenta Il bell’Antonio, con Mòllica, Maurizio Marchetti, Giovanni Pallavicino, Josè Greci, Cerulli, Tiziana Ricci, Turi Carnazza, Franca Sillato, scene di Marco Dentici, musiche di Pippo Caruso.
Il 14 febbraio 1987 presenta la nuova produzione Sua eccellenza la disonestà di Massimo Mòllica, che cura la regia e recita con Josè Greci, Tiziana Ricci, Roberta Fiorentini, Turi Carnazza, Tenerezza Fattore e Giuseppe Luciani.

Il 25 ottobre 1987 inaugura la stagione con L’uomo la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, regia di Mòllica che recita con Tiziana Ricci, Margherita Smedile, Pino Michienzi, Adele Spadaro, Turi Carnazza, Erio Marchese, Raffaella Quarta, Luisa Cristaldi e Cinzia Alibrandi; scene e costumi di Pippo Crea.

Lo spettacolo successivo, dal 14 novembre è L’imprevedibile ospite (Il signor Masure) di Claude Magnier, regia di Mòllica che recita con Salvatore Puntillo e Tiziana Ricci; scene di Pippo Crea.

Dall’8 al 27 marzo 1988 presenta al Teatro Ghione di Roma Il berretto a sonagli, regia di Biagio Belfiore, con Mòllica, Anna Moleti, Nino Scardina, Tiziana Ricci, Adele Spadaro, Erio Marchese, Raffaella Quarta; scene di Pippo Crea.
Tra il marzo e il maggio 1988 è ospite nella trasmissione Pronto…è la Rai condotta da Magalli, e quindi al Maurizio Costanzo show.
Nell’agosto 1988 presenta al Teatro antico di Tindari Il berretto a sonagli.
La stagione al San Carlino si apre il 22 ottobre 1988 con L’altalena di Nino Martoglio, adattamento di Mòllica, regia Gianni Scuto; recitano con Mòllica, Nellina Laganà, Turi Carnazza, Bruno Crucitti, Erio Marchese, Salvatore Ferrara, Salvo Saitta, Tenerezza Fattore; scene di Pippo Crea.

Nel novembre 1988 L’altalena è presentata al Teatro Ambasciatori di Catania.
Il 27 novembre 1988 presenta al San Carlino una seconda produzione, Non è vero…ma ci credo di Peppino de Filippo, regia di Gianni Scuto, con Mòllica recitano Laura Gianoli, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Bruno Crucitti, Tenerezza Fattore, Salvatore Ferrara e Erio Marchese; scene di Pippo Crea.

Dal 17 gennaio al 12 febbraio 1989 presenta al Teatro Ghione di Roma Non è vero…ma ci credo.
Nel 1989 partecipa al film televisivo Gioco di società da Leonardo Sciascia, regia Nanni Loy.

Nell’agosto del 1989 presenta al Teatro di Tindari L’altalena e Non è vero…ma ci credo.
Nel novembre 1989 recita in Rai, Primisisima di Gianni Raviele, la storia di Lighea di Tommasi di Lampedusa.
La stagione 1989-90 al San Carlino apre con Liolà, L’altalena e continua con Non è vero ma ci credo oltre gli spettacoli ospitati.
Dal 6 al 21 febbraio 1990 presenta al San Carlino una nuova produzione, Fiat Voluntas dei di Giuseppe Macrì, regia di Mòllica che recita con Tiziana Ricci, Turi Carnazza, Sara Bellomia, Salvatore Ferrara, Erio Marchese, Graziella Mazzarrà, Giovanni Moschella, Filippo Panarello, Margherita Smedile; scene e costumi di Pippo Crea.

Dal 27 febbraio al 18 marzo 1990 al Teatro Ghione di Roma presenta Liolà, regia di Mòllica che recita con Turi Carnazza, Tiziana Ricci, Elena Croce, Patrizia Fabbroni, Graziella Mazzarrà, Nadia Buracchi, Margherita Smedile, Sala Bellomia; scene e costumi di Pippo Crea. Lo spettacolo è presentato da Camilleri.

Dal 20 marzo all’8 aprile al Teatro delle Muse di Roma presenta L’Altalena, anche qui Camilleri presenta.
In agosto al Teatro antico di Tindari e al Castello di Lipari presenta Liolà e Fiat Voluntas Dei.
Apre la stagione 1990-1991 del San Carlino Con i guanti gialli,versione italiana di Mòllica, che ne cura la regia e recita con Giovanni Pallavicino, Sara Bellomia, Annibale Pavone, Graziella Mazzarà, Turi Carnazza e Donatella Venuti; scene di Pippo Crea.
Dal 5 al 20 Gennaio 1991 al Teatro San Carlino Gatta ci cova di Russo Giusti, regia di Mòllica che recita con Turi Carnazza, Nello Colò, Salvatore Ferrara, Saretta Genovese, Ketty Maglia, Graziella Mazzarà, Silvia Mollica, Filippo Panarello, Annibale Pavone, Donatella Venuti; scene e costumi di Pippo Crea.

Dal 6 al 28 Aprile 1991 presenta San Giovanni decollato di Martoglio, regia di Mòllica che recita con Turi Carnazza, Salvatore Ferrara, Saretta Genovese, Ketty Maglia, Silvia Mollica, Filippo Panarello, Annibale Pavone, Donatella Venuti, Giovanna Battaglia; scene di Pippo Crea.

3 maggio 1991 Mòllica annuncia che il San Carlino chiuderà per essere trasformato in palazzo.

Il 19 ottobre 1991 apre la stagione al Teatro San Carlino con Pensaci Giacomino, vecchio spettacolo la cui regia era di Camilleri e Mòllica lo ripropone recitando con Nino Scardina, Turi Carnazza, Graziella Mazzarrà, Raffaella Caso, Gaetano Lizzio, Mariarosa Sapienza.

Nel dicembre del 1991 pubblica il libro Leggende della mia terra, lo presenta in Rai e riceve centinaia di richieste da tutta Italia.
Agosto 1992 presenta al Teatro di Tindari Pensaci Giacomino
Apre la nuova stagione al San Carlino dal 10 al 29 novembre 1992, col Vendicatore.
Dal 5 al 24 Gennaio 1993 al Teatro San Carlino La scuola delle mogli di Molière, versione siciliana di Mòllica che recita con Raffaella Caso, Nello Colò, Graziella Mazzarà, Filippo Panarello, Turi Carnazza, Massimo Piparo.

Dal 10 al 30 maggio 1993 ultime recite al San Carlino, Risate Veleni e barbieri scene da Martoglio di Mòllica, che recita con Nellina Laganà, Salvatore Ferrara, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Moschella, Filippo Panarello, Pavone.
30 giugno 1993 chiude il San Carlino.
7. Compagnia di giro e Teatro di campagna
Dal 13 al 22 maggio 1994 presenta al Teatro Dante di Palermo Ero in abito da sera di Mòllica, regia di Mòllica che recita con Tiziana Ricci, Sara Bellomia, Giovanna Battaglia, Turi Carnazza, Gaetano Lizzio; scene di Pippo Crea , musiche di Piergiorgio Farina.

Il 24 maggio 1994 presenta al Teatro in Fiera Ero in abito da sera.
12 agosto 1994 presenta al Teatro antico di Tindari Ero in abito da sera di Mollica; il 18 agosto Non è vero ma ci credo.
Dal 5 al 13 novembre 1994 al Teatro in Fiera apre la stagione con Re Muore di Jonesco, regia di Mòllica, che recita con Tiziana Ricci, Giovanna Battaglia, Maurizio Marchetti, Margherita Smedile, Turi Carnazza.
Il 20 novembre 1994 al Teatro Ridotto/Eventi Catania presenta Il re muore.
Dal 3 all’11 dicembre 1994 presenta al Teatro in Fiera Il bell’Antonio, regia di Mòllica che recita con Maurizio Marchetti, Tiziana Ricci, Giovanna Battaglia, Margherita Smedile, Turi Carnazza, Giusto Lo Piparo, Nicola Grillo.
Lo porta quindi in tournée a Catania, Teatro Ridotto/Eventi e Palermo, Teatro Lelio.
Il 3 marzo 1995 presenta al Teatro Ridotto/Eventi di Catania Ero in abito da sera di Mòllica che recita con Tiziana Ricci, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Carlo Barbera, scene di Pippo Crea, musiche di Piergiorgio Farina.
Il 24 marzo 1995 ufficializzata la nomina a Componente del consiglio dell’Ente Autonomo regionale “Teatro di Messina”. La sua prima proposta è la nomina di Camilleri a Direttore Artistico (non approvata).
Il 14 e 15 maggio 1995 presenta al Teatro Lelio di Palermo Il Berretto a sonagli.
Nell’agosto del 1995 presenta al Teatro antico di Tindari Il bell’Antonio e il Berretto a sonagli.
Dal 9 al 12 novembre 1995 apre la stagione al Teatro in Fiera col Il berretto a sonagli, regia di Mòllica che recita con Tiziana Ricci, Giovanna Battaglia, Giusto Lo Piparo, Maurizio Marchese, Sara Bellomia.
Il 25 novembre 1995 la Gazzetta del Sud annuncia che Mòllica sta costruendo il suo teatro in Contrada Landro di Gioiosa Marea.
Il 2 dicembre 1995 presenta al Teatro Lelio Palermo L’avaro.
Dal 7 al 9 dicembre 1995 al Teatro in Fiera presenta L’Avaro di Mòllica, che recita con Giovanna Battaglia, Mariarosa Sapienza, Turi Carnazza, Annibale Pavone, Erio Marchese, Sara Bellomia, Giusto Lo Piparo.
Dal 14 al 17 marzo 1996 al Teatro in Fiera presenta Ho il dovere di non tradirti – Il vendicatore, Mòllica recita con Tiziana Ricci, Giovanna Battaglia, Mariarosa Sapienza, Giusto Lo Piparo, Sara Bellomia.
Il 20 marzo 1996 la Siae accetta la richiesta di Mòllica come Socio, autore di opere drammatiche.
Il 3 Aprile 1996 comunica ai giornali le motivazioni della rinuncia a fra parte del Consiglio dell’Ente Teatro Teatro Vittorio Emanuele.
Il 13 luglio 1996 inaugura il Teatro di Campagna con L’aria del Continente di Martoglio, Mòllica recita con Giovanna Battaglia, Tiziana Ricci, Giusto Lo Piparo, Erio Marchese.
Seguono Il vendicatore, Il berretto a sonagli, Il bell’Antonio.
Il 24 settembre 1996 apre la stagione al Nuovo cinema Apollo di Messina con la novità Il dilemma dell’on Gianì di Mòllica, che recita con Giovanna Battaglia, Simona Celi e Gaetano Lizzio.
Il 30 novembre 1996 presenta al Teatro Lelio di Palermo L’aria del continente. Mòllica recita con Giovanna Battaglia, Tiziana Ricci, Giusto Lo Piparo, Erio Marchese.
Dal 15 al 19 gennaio 1997 presenta al Teatro in Fiera Mastro Don Gesualdo, regia di Mòllica che recita con Giovanna Battaglia, Tiziana Ricci, Giusto Lo Piparo, Erio Marchese, Vittorio Ciccocioppo, Turi Carnazza, Simona Celi, Antonio Caci.

Il 15 e 16 febbraio 1997 al Teatro Lelio di Palermo presenta Mastro Don Gesualdo.
Al Teatro di Campagna inaugura la stagione 1997 il 2 agosto con L’eredità dello zio buonanima; seguono L’avaro, Gran Ballo del Gattopardo.
8.Il Teatro Pirandello
Nell’ottobre 1997 inizia le trattative per rendere agibile come teatro una sala dell’Istituto Città del Ragazzo, diretta da padre Antonio Trovato. Diventerà il Teatro Pirandello.

Nel dicembre 1997 presenta L’ospite inatteso, adattamento di Mòllica al Teatro Savio; recita con Giovanna Battaglia e Giuseppe Lo Piparo.
L’11 dicembre 1997 il Comune autorizza l’attività teatrale presso la sala ristrutturata alla Città del Ragazzo.
Il 18 gennaio 1998 al Teatro Savio presenta Il Vendicatore, recitano Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Luisa Grasso.
Il 14 marzo 1998 si inaugura il Teatro Pirandello di 150 posti con Non è vero ma ci credo di Eduardo De Filippo, recitano Mòllica, Turi Carnazza, Sara Bellomia, Erio Marchese, Luisa Grasso e Pasquale Verbaro.
Nell’ Aprile 1998 presenta la propria candidatura a sindaco col partito di Dini, Rinnovamento Italiano.
Nel maggio 1998 sul Corriere del Mezzogiorno cura, una la rubrica Leggende d’amore della mia terra.
L’8 ottobre 1998 a Lipari realizza Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.

Il 17 ottobre 1998 inaugura la stagione con Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, regia di Mollica e Gianni Scuto, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Alessio Bonaffini e Nino Scardina.
La stagione continua con:
6 novembre 1998 Romanzo d’amoredi Dino Verde, regia di Mòllica che recita con Giovanna Battaglia, Antonio Caci, Nino Scardina, Erio Marchese, Silvio Pispisa.
9 gennaio Poesie d’amore a cura di Giovanna Battaglia.
28 novembre Fiat voluntas deidi Giuseppe Macrì, con Mòllica. Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Turi Carnazza, Mimmo Manca, Erio Marchese e Silvio Pispisa.
6 febbraio Un infausto compleanno di Mòllica.
5 marzo 1999 L’Avaro siciliano
8 marzo 1999 L’aria del continente.
La Stagione 1999-2000 al Teatro Pirandello si inaugura il 16 ottobre con Processo ad un povero piccolo re, di Ionesco con Mòllica, GiovannaBattaglia, Sara Bellomia, Erio Marchese, Marisa de Luca.
In novembre Il bell’Antonio, dicembre Risate e Barbieri, da Nino Martoglio e Massimo Mòllica, che recita con Giovanna Battaglia, Piero Maglia, Graziella Mazzarà, Erio Marchcese, Saro Sardo, Saro Costantino.
L’ 11 gennaio 2000 Ho sognato il paradiso di Mòllica che recita con Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Luisa Grasso, Nicola Cannata.
Il 5 febbraio 2000 Scenette, canzoni e poesie d’amore organizzato da Giovanna Battaglia.
Per la stagione esiva 2000 propone ai comuni del messinese Risate, veleni e barbieri, Il bell’Antonnio e Il vendicatore.

Il 26 ottobre 2000 apre la stagione al Teatro Pirandello con Elena o la gioia di vivere regia di Mòllica, che recita con Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Annalisa Insardà, Andrea Florio.
In Novembre presenta Pensaci Giacomino versione siciliana, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Saro Sardo, Graziella Mazzarrà, Ketty Maglia, Silvana Barbaro.
Nel febbraio 2001 presenta a Vibo Valentia e Gioiosa Jonica Elena o la gioia di vivere.
Dall’ 8 al 18 marzo 2001 La ballata dell’on.Gianì di Mòllica chiude la stagione al Pirandello, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Ivana Zimbaro, Sara Bellomia, Angelo Campolo.
Il 3 luglio 2001 è colpito da infarto.
Nell’ottobre 2001 inaugura la stagione al Teatro Pirandello, con uno spettacolo misto composto dalla prima parte dal recital di Miranda Martino e a seguire La scuola delle mogli adattamento siciliano di Mòllica che recita con Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Ivana Zimbaro.
Tra gennaio e aprile presenta L’eredità e Il vendicatore Fiat Voluntas dei con Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, MariaRosa Sapienza, Erio Marchese, Graziella Mazzarà, Katty Maglia, Salvo Russo, Ela carnabuci, Gianni di Giacomo.
Il 23 ottobre 2002 apre la stagione al Teatro Pirandello con Lo sbaglio di essere vivo di Aldo De Benedetti con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Sara Bellomia.
Dal 20 al 24 novembre segue con Paolino Re di denari di Mòllica tratto dal film di Musco, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Sara Bellomia, Gianni di Giacomo.

Spettacolo succesivo in dicembre Il belvedere, Ordine e matrimonio, W gli sposi (solo lettura), tre atti unici di Aldo Nicolaj, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Piero Maglia, Graziella Mazzarrà.
Nel gennaio 2003 presenta al Teatro Pirandello L’antidoto.
Lo spettacolo successivo è Non è vero ma ci credo di Peppino de Filippo con Mòllica, Giovanna Battaglia, Luisa Grasso, Erio Marchese, Sara Bellomia, Fraziella Mazzarrà, Piero Maglia.
Il 5 Gennaio 2003 all’auditorium comunale di Pace del mela presenta Lo sbaglio di essere vivo di Aldo De Benedetti,
In febbraio al Teatro Pirandello presenta Non è vero ma ci credo con Mòllica, Giovanna Battaglia, Luisa Grasso, Sara Bellomia, Graziella Mazzarrà, Katy Maglia,
In marzo presenta Elena o la gioia di vivere con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Annalisa Insardà, Andrea Florio.
Sempre in marzo presenta L’uomo la besta e la virtù con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Sara Bellomia.
Il 23 ottobre 2003 apre la stagione al Teatro Pirandello con Il mistero delle rose scarlatte di Aldo De Benedetti con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Sara Bellomia.
Il 13 novembre presenta Per un po’ di tenerezza di Aldo Nicolaj con Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Erio Marchese, Graziella Mazzarrà, Ketty Maglia.
Il 4 dicembre Farse all’antica, 3 atti unici di Peppino de Filippo con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Graziella Mazzarrà, Ketty Maglia, Sara Bellomia.
In gennaio e febbraio 2004 presenta Per un po’ di tenerezza e L’enigma dell’onorevole Gianì con Mòllica, Giovanna Battaglia, Ketty Maglia, Rolando Raimondi.
Il 15 ottobre 2004 apre la nuova stagione con Gli ultimi cinque minuti di De Benedetti con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Sara Bellomia, Katty Maglia e Graziella Mazzarrà.
In novembre presenta Il bell’Antonio con Giovanna Battaglia nella doppia parte di Antonio e della madre. Lo spettacolo è presentato anche a Pace del Mela, Milazzo e Giardini Naxos.
In febbraio presenta Partita a quattro di Nicola Manzari con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Ketty Maglia, Alessandro Scarcella.
Nel febbraio 2005 presenta al Teatro Aurora di S.Agata di Militello Per un po’ di tenerezzadi Aldo Nicolaj.
Nell’aprile 2005 dona parte della sua biblioteca al comune di Pace del Mela, facendo dedicare il fondo librario alla madre Ada Crifò.
Nell’estate del 2005 presenta a Santo Stefano di Camastra Gli ultimi cinque minuti di Aldo De Benedetti e Il bell’Antonio al castello di Milazzo, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Sara Bellomia, Ketty Maglia, Roberta Perrone, Andrea Florio.
Il 20 ottobre apre la stagione 2005 con Classe di Ferro di Aldo Nicolaj, con Mòllica, Erio Marchese, Giovanna Battaglia.
In novembre Il vendicatore con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Graziella Mazzarrà, Katty Maglia, Rocco Rositani, Nino Scardina.
In dicembre Il vendicatore è presentato all’Auditorium di Pace del Mela con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Graziella Mazzarrà, Ketty Maglia.
Il 9 febbraio 2006 presenta a Gioiosa Jonica Classe di ferro.
Al Teatro Pirandello in febbraio presenta Fiat Voluntas dei di Giuseppe Macrì, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Erio Marchese, Saro Costantino, Lino Soraci, Giusy Venuti, Marcello Diana.
In marzo presenta Classe di ferro, in aprile Il bell’Antonio.
Il 10 agosto 2006 disdetta la locazione del Teatro Pirandello.
Sempre in agosto scrive al Sindaco di Messina e al presidente della Provincia per ottenere l’uso del Teatro Vittorio Emanuele.
9. Resistenza
Il 7 gennaio 2007 presenta a Pace del Mela Due storie d’amore al femminile e una al maschile testi di De filippo, Lino Soraci, Martoglio, con Mòllica e Giovanna Battaglia.
Nel luglio 2007 riprende l’attività al Teatro di campagna di Landro, con diverse opere del repertorio, recitano Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese, Sara Bellomia, Lino Soraci, Graziella Mazzarrà, Giusy Venuti, Ketty Maglia, Mimmo Manca.
Non ti conosco più, Per un po’ di tenerezza, Viata privata di Elena di Troia, Il bell’Antonio

1 e 2 dicembre 2007 presenta al teatro Lelio di Palermo Il bell’Antonio.
Il 21 dicembre 2007 presenta Classe di ferro di Aldo Nicolaj al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, recitano Mòllica, Erio Marchese, Giovanna Battaglia.
Il 16 febbraio 2008 a Pace del Mela presenta Un Piacevole equivoco con Mòllica e Giovanna Battaglia.
In febbraio lo presenta anche a Capo d’Orlando e S.Agata di Militello.
Nell’estate del 2008 presenta il repertorio al Teatro di campagna di Landro.
Il 9 novembre 2008 presenta al Teatro Lelio di Palermo Il berretto a sonagli con la farsa Pranziamo insieme di Peppino de Filippo.
Il 24 dicembre 2008 presenta al Teatro Savio Pensaci Giacomino di Pirandello, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Giusy Venuti, Romana Cardile, Simonetta Pisano, Luca La Ferlita. Il 27 dicembre lo presenta a Novara di Sicilia. Il 3 gennaio a Pace del Mela. Il 10 maggio al Teatro Lelio di Palermo.
L’estate del 2009 presenta al Teatro di Campagna di Landro Pensaci Giacomino, Paolino re di denari , Elena o la gioia di vivere.
Dal 4 al 7 marzo 2010 presenta alla Sala Laudamo L’appartamento di Aldo de Benedetti.
Dal 25 al 28 marzo 2010 Per un po’ di tenerezza di Aldo Nicolaj con Mòllica, Giovanna Battaglia, Sara Bellomia, Graziella Mazzarrà, Erio Marchese, Ketty Maglia, Giusy Venuti.
L’estate del 2010 presenta al Teatro di Campagna Il Berretto a sonagli, Teofilo e famiglia e U Contra, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Giusy Venuti, Ilenia D’avena, Carla Luvarà.
Il 6 e 7 novembre 2010 presenta al Teatro Annibale di Francia Il contravveleno.
Il 18 febbraio Classe di ferro di Aldo Nicolaj, con Mòllica, Giovanna Battaglia, Erio Marchese.
L’estate del 2011 presenta al Teatro di Campagna L’eredità dello zio canonico, Un Clown che ne va con Mòllica, Giovanna Battaglia, Nino Scardina, Erio Marchese, Marinella Romano, Raffella Mòllica, Ilenia D’Avena, Francesco Bonaccorso.
Il 21 dicembre 2011 presenta al Teatro Vittorio Emanuele di Messina Classe di ferro di Aldo Nicolaj, con Mòllica, Erio Marchese, Giovanna Battaglia.
Il 23 dicembre 2011 presenta Il bell’Antonio a Giardini Naxos.
Programma l’estate del 2012 al Teatro di Campagna, ma non ci riuscirà.
Ancora il 25 settembre 2012 chiede all’On. Luciano Ordile, presidente del Teatro Vittorio Emanuele di poter utilizzare la Sala Laudamo.
Massimo Mòllica muore l’1 maggio del 2013.